World Smile Day

Quanti benefici in un sorriso (che aiuta persino a dimagrire)

Migliora la qualità della vita, la produttività e aiuta nelle relazioni sociali.
Ce ne sono 19 tipi. Ma solo 6 indicano gioia

Riso fa buon sangue, ridi che ti passa, c’è poco da ridere, ma che ti ridi?

Oggi però tocca fare uno sforzo perché è la giornata mondiale del sorriso: il  World Smile Day.

Si celebrano oggi in tutto il mondo i benefici di questa strana conformazione facciale che ci rende tanto umani (ma pare che ridano anche primati e ratti). Benefici  che sono tanti e vari, e coinvolgono sia la sfera psichica sia quella fisica.

Una risata è in grado di migliorare la qualità della vita, la produttività sul lavoro, aiuta a innescare sane relazioni sociali e perfino a dimagrire, nonostante si definisca spesso «grassa» . Una risata è in grado di migliorare la qualità della vita, la produttività sul lavoro Condividi il Tweet

La spiegazione di tanta grazia viene dalla Mayo Foundation for Medical Education and  Research, che sottolinea come ridere:

  • riduce gli ormoni dello  stress,
  • ossigena molti  organi,
  • rilassa i muscoli
  • stimola la circolazione,
  • allenta la  tensione.

E questi sono solo gli effetti nel  breve termine.

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Secondo uno studio dell’Università di Oxford ridere per almeno 15 minuti in compagnia aumenta del 10 per cento la soglia del dolore.  Mentre una ricerca della Western Kentucky University ha trovato che  la risata stimola il sistema immunitario.

Tra l’altro, ridere non costa nulla, il che concorre a ridimensionare  ulteriormente lo stress.

Chi detesta palestre e attività sportive sarà felice di sapere che ridere è il modo più piacevole per mantenere la forma fisica.

Secondo uno studio della Vanderbilt University di Nashville, ridere per 10-15 minuti consente di bruciare circa 50 calorie. I ricercatori dell’Università del Maryland inoltre hanno rivelato che

i vasi sanguigni di chi guarda uno show comico sono più elastici ed efficienti rispetto a chi non l’ha visto.

Ridere riduce gli ormoni dello stress, ossigena molti organi, rilassa i muscoli e stimola la circolazione, allentando la tensione Condividi il Tweet

Nell’arte i sorrisi si sprecano: dai kouros, le enigmatiche statue greche arcaiche alla Mona Lisa, l’esempio più ovvio, fino a sconfinare nella cultura popolare dello smile, la faccina gialla che ride. Un emoticon che utilizziamo in tanti modi diversi dai nostri cellulari.

Ed è proprio l’inventore dello Smiley, l’artista statunitense Harvey Ball che nel 1963 creò la faccina per la pubblicità di un’assicurazione (senza mai brevettarla), che stabilì nel 1999 come il primo venerdì di ottobre dovesse essere dedicato al sorriso. E da allora si celebra ogni anno.

Attenzione però non tutti i sorrisi sono uguali. Come spiega  Marina Osnaghi, Master Certified Coach che utilizza il sorriso nei propri corsi per potenziare la  resilienza e la riduzione dello stress.

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«Se nasce spontaneo, il  sorriso facilita la disponibilità interiore di chi sorride e quella  dell’interlocutore che lo riceve. Se è di cortesia e formalismo non può  avere lo stesso effetto. Il nostro corpo e il nostro cervello ricevono l’energia trasmessa attraverso un sorriso vero o intenzionale».

Un documentario della BBC elenca ben 19 tipi di sorriso, solo sei dei quali «utili» per stare meglio. Gli altri sottolineano dolore, imbarazzo o  perfino disagio, disprezzo, rabbia e incredulità. Addirittura menzogna. Del resto il sorriso è un movimento  complesso che coinvolge 18 muscoli facciali e  ha proprio nell’interazione sociale il suo punto di forza. Da uno studio pubblicato su Psychology Today i benefici del sorriso contagiano anche chi sta vicino al «ridanciano»: è 30  volte più probabile iniziare a ridere in compagnia di altre persone rispetto a quando si è soli.

Esiste infatti una forte  connessione tra il sorriso e la capacità di socializzazione delle persone,  in grado di influenzare l’umore generale.  E dunque ora facciamolo tutti insieme un bel «Cheese»...

Fonte: il Giornale

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