Stress da lavoro ecco come fare a staccare la spina

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Fonte: Quotidiano Nazionale

Stress da lavoro

Ecco come fare a staccare la spina: tutti i sintomi da non sottovalutare

Il decalogo della master coach per lo stress da lavoro:

  1. Sospendi le attività. Non lavorare al pc nei 90 minuti prima di dormire: schermo, luce e pressione 'svegliano' il cervello.
  2. Libera la mente. Ci sono momenti in cui devi lavorare a nuove idee.
  3. Vivi la tua creatività: è la più grande fonte di soddisfazione personale perché ci prendiamo del tempo per lare ciò che ci piace.
  4. Fermati quando senti arrivare stress, paura, preoccupazione o panico, iniziando a respirare profondamente.
  5. Decomprimi e pianifica la tua personale cura detox: gestisci lavoro e riposo in maniera differenziata e pianifica anche tempi di inattività.
  6. Utilizza il feedback di riconoscimento ti obbliga a concentrarti sul positivo senza accanirsi sulla mancanza di soluzione.
  7. Metti il focus sulla soluzione: devi concentrarti sulla cosa migliore da fare, non sull'evitare i guai.
  8. Semplifica quando le cose si complicano fermati e cerca una modalità più semplice.
  9. Consapevolezza se c'è un'aspettativa c'è anche il rischio di disattenderla quindi successo e fallimento vanno accettati come parte dell'esistenza.
  10. Trasforma la prospettiva del problema in gestione del limite, tuo e degli altri. Limiti e opportunità vanno gestite entrambe contemporaneamente.

Scendere dal letto già stanchi. Sentirsi irritabili. Buttarsi sul cibo per allentare la tensione. Non è un segreto, il troppo lavoro influisce negativamente su mente e corpo, con effetti che sono diventare deleteri per la salute. Condividi il Tweet

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La soluzione?

«Trovare spazi di decompressione cercando di non farsi travolgere dal caos sospendendo le attività in caso di necessità», assicura Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia. Secondo un recente studio pubblicato sul Guardian, i ricercatori della Melbourne University assicurano che, dopo i 40 anni, sarebbe bene lavorare solo 25 ore alla settimana. Si sale un po' stando agli esperti dell'Australian National University Research School of Population Health: nella ricerca pubblicata sul Time, fissano a 39 la soglia massima di lavoro settimanale tollerabile, oltre la quale potrebbero sorgere i primi problemi: chi lavora più di 55 ore settimanali ha il 40% in più di probabilità di sviluppare fibrillazione atriale con vertigini e mancanza di respiro, assicurano. L'esempio storico è proprio Aleksej Stachanov, lavoratore modello dell'Unione Sovietica degli anni Trenta: dopo essere diventato un simbolo politico per le sue performance in miniera e aver "battezzato" il movimento che ancora oggi porta il suo nome, morì, probabilmente anche a causa della fatica accumulata, per un infarto.

Dottoressa Osnaghi, il cuore non è l’unico organo a logorarsi: quali sono i campanelli d’allarme?

«Insonnia, depressione, problemi fisici gravi o cronici possono nascondere un eccesso di fatica e stress imputabile all'eccessiva attività lavorativa».

Quali sono le cause che provocano tutto questo malessere? 

«In un mondo frenetico con ritmi di lavoro prolungati, l’ansia da competizione prende il sopravvento e l'incapacità di superare feedback negativi agisce sull'idea di carriera che si frantuma insieme alle elevate aspettative. A risentirne è la salute».

Una ricerca pubblicata sulla rivii Lancet a ripresa dalla Cbs stabilisce che lavorare più di 55 ore alla settimana accresce il rischio di ictus del 27% e di sviluppare una malattia cronica del'13%: eventuali rimedi? 

«La realtà del lavoro è cambiata: oggi il modo di giudicare una buona performance infatti non è uguale a ieri. Perché si lavora per obbiettivi con azioni fulminee, decisioni veloci veicolate con poche informazioni che però devono essere efficaci e ponderate. Anche le aspettative elevate e la paura delle intelligenze artificiali che sostituiscono l'operato dell'uomo, rendendolo fragile e spaventato, sono due fattori da non sottovalutare perché il lavoratore si sente improvvisamente obsoleto. I contesti 'centrifuga' fanno parte ormai della nostra realtà quotidiana e provocano pressione continua di cui è difficile liberarsi».

In Svezia la giornata lavorativa tipo dei cittadini è fissata a 6 ore, cosa impensabile da noi. Come affrontare ritmi pesanti senza farci travolgere? 

Il nostro migliore amico siamo noi. Possiamo diventare flessibili, cambiare idee e il nostro modo di vivere per diventare bravi a orientarci nella confusione in un'epoca in cui si parla di Great Piace to work e di welfare aziendale, il lavoratore si trova spesso inserito in contesti tutt'altro che ottimali con ritmi di lavoro prolungati; a volte indifferenziati tra giorno, sera e weekend, permeati dall'ansia di primeggiare e dover tenere a bada la frustrazionedi conflitti negativi, caratteristici di una cultura che non conosce le regole di base dei feedback”.

Cosa fare per ritrovare la normalità? 

«La soluzione è trovare spazi di decompressione, iniziando dalle piccole cose come smettere di mangiare di fronte al computer o non pranzare affatto, per arrivare alle grandi e complesse come cambiare prospettiva mentale e imparare a convivere con la pressione dei nostri tempi con cui tutti ci dobbiamo misurare ed essere in grado di commutare la velocità e il caos da anomalia a normalità». Fonte: Quotidiano Nazionale

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