Riprendere la routine dopo una vacanza
i consigli della Coach.

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Back to school, perché anche da grandi abbiamo l’ansia di tornare a scuola

Una sensazione normale: in fondo a scuola abbiamo passato molti anni, fra i più delicati della nostra vita. Ecco come fare per combattere quella sottile frustrazione e non proiettare paure e nostalgie sui figli

Quell’ansia sottile da rientro a scuola che pensavamo di aver abbandonato con gli anni. E che invece, puntuale, ci assale negli ultimi giorni – per i più sfortunati, nelle ultime settimane – di agosto e nei primi giorni di settembre.

Un mondo, quello estivo, che con i suoi ritmi blandi, le sue giornate lunghe, i suoi mille divertimenti sembra di punto in bianco abbandonarci alla spietata tirannide del severo autunno e del freddo inverno.

A parte che ogni stagione ha i suoi vantaggi e i suoi punti deboli, in effetti sogni molesti – ma anche sensazioni da svegli – possono tornare a farci visita in questo sottile e complesso limite di stagione.

Ne ha parlato l’Huffington Post Usa sentendo Josh Klapow, psicologo clinico dell’università dell’Alabama, secondo il quale è un’esperienza normale quella di provare qualche tipo di ansia da “back to school”. Sì, anche senza grande importanza rispetto al tempo trascorso da quando si era studenti. Insomma, da quanto tempo sia passato da quando non mettiamo più piede nell’aula di un liceo o di un’università. Ecco dunque che, in certi casi, può scattare perfino il panico. Specialmente per chi, già all’epoca, aveva un rapporto complicato con la scuola, il contesto generale o certe materie specifiche.

In fondo la scuola non solo occupa una grossa parte delle nostre vite ma la viviamo in una porzione di esistenza che comprende alcuni dei nostri anni più sensibili e in cui siamo più impressionabili.

«Ogni ambiente in cui passiamo otto o più ore al giorno fra i cinque e i 18 anni almeno è, in molti modi, responsabile di definire chi siamo, come pensiamo e cosa proviamo» ha spiegato l’esperto. E quindi anche le sensazioni che abbiamo legato a quei momenti – brutte, nostalgiche, positive, colme di ansia o tristezza ma anche di entusiasmo – possono tornare a farci visita in certe fasi dell’anno. All’inizio di una nuova stagione scolastica così come, fra qualche tempo, nel corso delle festività.
Queste sensazioni toccano in particolare chi è genitore, per il quale ovviamente i bambini «costituiscono uno specchio potente e riaprono le proprie memorie infantili». Motivo per cui, molto spesso e ben oltre le ansie da rientro, spesso chi ha un figlio tende a proiettare su di esso paure e preoccupazioni, ripescandole dal proprio vissuto.
Quale che sia la pr

opria situazione personale, come si fa a contrastare questa sensazione? Anzitutto occorre darsi il permesso di essere tristi. Insomma, evitare di sentirsi in colpa se si vive la transizione dall’estate all’autunno con una specie di sensazione di perdita. Per molti può non esserlo, per altri sì: d’altronde potrebbero venire meno del tempo per se stessi, un rapporto più stretto con le persone, una settimana organizzata in modo più flessibile, il clima mite, più impegni sociali. Ma durerà poco: siamo fatti per adattarci, nel giro di pochi giorni saremo già dentro i vantaggi e gli aspetti positivi dell’autunno (e comunque, l’estate è più lunga di quanto il ciclo del marketing voglia farci credere).

Il consiglio degli esperti è poi quello di domandarsi spesso le ragioni di certe sensazioni: perché ci si sente stressati, perché ci si preoccupa del proprio figlio a scuola, che genere di memorie rispolvera? Insomma, occorre essere onesti con se stessi e sganciare il più possibile la propria proiezione dalla vita degli altri, specialmente dei figli che tornano in classe. Possono infine essere utili delle tecniche di rilassamento: da cinque a dieci minuti di meditazione o un’altra attività che ci rilassi: passeggiate, libri, cucina. Può anche servire, come ha sottolineato Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia:

  • evitare la fissità di pensiero,
  • stabilire dei tempi propri quotidiani,
  • focalizzare valori e linee guida della propria esistenza,
  • troncare situazioni che si trascinano da troppo tempo,
  • sfruttare davvero i fine settimana,
  • trasformandoli in vere vacanze.

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Back to school, perché anche da grandi abbiamo l’ansia di tornare a scuola

Una sensazione normale: in fondo a scuola abbiamo passato molti anni, fra i più delicati della nostra vita. Ecco come fare per combattere quella sottile frustrazione e non proiettare paure e nostalgie sui figli

Quell’ansia sottile da rientro a scuola che pensavamo di aver abbandonato con gli anni. E che invece, puntuale, ci assale negli ultimi giorni – per i più sfortunati, nelle ultime settimane – di agosto e nei primi giorni di settembre. Un mondo, quello estivo, che con i suoi ritmi blandi, le sue giornate lunghe, i suoi mille divertimenti sembra di punto in bianco abbandonarci alla spietata tirannide del severo autunno e del freddo inverno. A parte che ogni stagione ha i suoi vantaggi e i suoi punti deboli, in effetti sogni molesti – ma anche sensazioni da svegli – possono tornare a farci visita in questo sottile e complesso limite di stagione.
Ne ha parlato l’Huffington Post Usa sentendo Josh Klapow, psicologo clinico dell’università dell’Alabama, secondo il quale è un’esperienza normale quella di provare qualche tipo di ansia da “back to school”. Sì, anche senza grande importanza rispetto al tempo trascorso da quando si era studenti. Insomma, da quanto tempo sia passato da quando non mettiamo più piede nell’aula di un liceo o di un’università. Ecco dunque che, in certi casi, può scattare perfino il panico. Specialmente per chi, già all’epoca, aveva un rapporto complicato con la scuola, il contesto generale o certe materie specifiche.
In fondo la scuola non solo occupa una grossa parte delle nostre vite ma la viviamo in una porzione di esistenza che comprende alcuni dei nostri anni più sensibili e in cui siamo più impressionabili. «Ogni ambiente in cui passiamo otto o più ore al giorno fra i cinque e i 18 anni almeno è, in molti modi, responsabile di definire chi siamo, come pensiamo e cosa proviamo» ha spiegato l’esperto. E quindi anche le sensazioni che abbiamo legato a quei momenti – brutte, nostalgiche, positive, colme di ansia o tristezza ma anche di entusiasmo – possono tornare a farci visita in certe fasi dell’anno. All’inizio di una nuova stagione scolastica così come, fra qualche tempo, nel corso delle festività.
Queste sensazioni toccano in particolare chi è genitore, per il quale ovviamente i bambini «costituiscono uno specchio potente e riaprono le proprie memorie infantili». Motivo per cui, molto spesso e ben oltre le ansie da rientro, spesso chi ha un figlio tende a proiettare su di esso paure e preoccupazioni, ripescandole dal proprio vissuto.
Quale che sia la propria situazione personale, come si fa a contrastare questa sensazione? Anzitutto occorre darsi il permesso di essere tristi. Insomma, evitare di sentirsi in colpa se si vive la transizione dall’estate all’autunno con una specie di sensazione di perdita. Per molti può non esserlo, per altri sì: d’altronde potrebbero venire meno del tempo per se stessi, un rapporto più stretto con le persone, una settimana organizzata in modo più flessibile, il clima mite, più impegni sociali. Ma durerà poco: siamo fatti per adattarci, nel giro di pochi giorni saremo già dentro i vantaggi e gli aspetti positivi dell’autunno (e comunque, l’estate è più lunga di quanto il ciclo del marketing voglia farci credere).
Il consiglio degli esperti è poi quello di domandarsi spesso le ragioni di certe sensazioni: perché ci si sente stressati, perché ci si preoccupa del proprio figlio a scuola, che genere di memorie rispolvera? Insomma, occorre essere onesti con se stessi e sganciare il più possibile la propria proiezione dalla vita degli altri, specialmente dei figli che tornano in classe. Possono infine essere utili delle tecniche di rilassamento: da cinque a dieci minuti di meditazione o un’altra attività che ci rilassi: passeggiate, libri, cucina. Può anche servire, come ha sottolineato Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia, evitare la fissità di pensiero, stabilire dei tempi propri quotidiani, focalizzare valori e linee guida della propria esistenza, troncare situazioni che si trascinano da troppo tempo e sfruttare davvero i fine settimana, trasformandoli in vere vacanze.

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