Psicologia: la master coach, i segreti per non perdere la bussola a Sanremo

Psicologia: la master coach, i segreti per non perdere la bussola a Sanremo

Da Marina Osnaghi 10 consigli validi anche per la vita di tuti i giorni

Il peso dello sguardo di milioni di occhi pronti a giudicare e la tensione che precede l’esibizione preparata a lungo possono fare brutti scherzi, compromettendo la performance sul palco dell’Ariston. Per dare il meglio di sé e lasciare il segno Marina Osnaghi, prima master certified coach in Italia, ha stilato un decalogo di consigli, sotto forma di promemoria, utili a Sanremo come nella vita quotidiana.Anche i veterani dell’Ariston possono soffrire di ansia da performance che cresce con l’approssimarsi dell’esibizione davanti a milioni di italiani e incorrere in errori che possono anche compromettere una carriera. Ma come superare questa impasse e presentarsi sul palcoscenico lasciando tutti a bocca aperta? “Il fallimento è pesante, il successo è bellissimo e desiderato. Eppure entrambi sono accomunabili in un solo concetto: il peso della performance”, spiega Osnaghi.”Essere all’altezza del risultato e delle aspettative non è facile – riflette – Viviamo in un mondo che cerca di eludere in tutti i modi le sconfitte e privilegiare le vittorie, con modelli sociali che esaltano la capacità dell’individuo di compiere performance strabilianti e ottenere il plauso generale, fama e denaro. E inaspettatamente, il peso è uguale e contrario sia che si vinca sia che si perda. Se hai successo devi continuare ad averlo, se fallisci hai fatto male e devi assolutamente smettere. Le aspettative, personali e degli altri, sono in agguato; incarnate da chi osserva e giudica”. Ecco dunque i 10 promemoria che Osnaghi consiglia di ripetersi prima della performance, a Sanremo come in ufficio, per avere un effetto concreto e potente su ogni stress:

  1. Sono ciò che sono, non ciò che faccio: soprattutto non sono ciò che il mondo esterno mi dice che devo essere;
  2. Sono un soggetto e non un oggetto. L’impegno a fare del mio meglio e cercare la vittoria è un must, eppure più del mio meglio non posso fare;
  3. Le situazioni sono sempre sia bianche che nere con molte sfumature in mezzo: ricercare gli assoluti difficilmente corrisponde alla vita vera;
  4. Nella più grande gioia può esserci tristezza e viceversa: è nella natura dell’esistere;
  5. Le critiche e le lodi a volte sono affrettate e soggettive: dall’esterno il ‘fare’ di un altro sembra sempre più facile di quel che è. Ancora, suggerisce di pensare la master coach;
  6. Cosa posso perdonarmi oggi? Non posso essere perfetto e gli errori sono l’unico modo per apprendere: devo fare esperienza e rischiare l’errore, solo così posso sentirmi esperto;
  7. Avere paura o provare emozione è normale, le emozioni mi spronano a fare, senza non sono in grado di agire: do il benvenuto a me, così come sono, alle persone che ho di fronte, alla sfida che ho davanti;
  8. Il successo pesa quanto la sconfitta: il dovere di far bene è una voce che non si spegne mai nel nostro retro cranio. Specialmente in posizioni di responsabilità o di grande visibilità mediatica;
  9. Cosa mi sta mettendo in crisi? Nei momenti di critica cerca di fare qualcosa, anche piccolo, che ti aiuti ad uscire dai guai: qual è il primo passo da fare?
  10. Dopo ogni esperienza chiediti: cosa ho imparato che mi può essere utile per il futuro? Cosa voglio rifare di quello che ho fatto? Cosa voglio smettere di fare perché non serve?

Psicologia: la master coach, i segreti per non perdere la bussola a Sanremo

Da Marina Osnaghi 10 consigli validi anche per la vita di tuti i giorni

Il peso dello sguardo di milioni di occhi pronti a giudicare e la tensione che precede l’esibizione preparata a lungo possono fare brutti scherzi, compromettendo la performance sul palco dell’Ariston. Per dare il meglio di sé e lasciare il segno Marina Osnaghi, prima master certified coach in Italia, ha stilato un decalogo di consigli, sotto forma di promemoria, utili a Sanremo come nella vita quotidiana.Anche i veterani dell’Ariston possono soffrire di ansia da performance che cresce con l’approssimarsi dell’esibizione davanti a milioni di italiani e incorrere in errori che possono anche compromettere una carriera. Ma come superare questa impasse e presentarsi sul palcoscenico lasciando tutti a bocca aperta? “Il fallimento è pesante, il successo è bellissimo e desiderato. Eppure entrambi sono accomunabili in un solo concetto: il peso della performance”, spiega Osnaghi.”Essere all’altezza del risultato e delle aspettative non è facile – riflette – Viviamo in un mondo che cerca di eludere in tutti i modi le sconfitte e privilegiare le vittorie, con modelli sociali che esaltano la capacità dell’individuo di compiere performance strabilianti e ottenere il plauso generale, fama e denaro. E inaspettatamente, il peso è uguale e contrario sia che si vinca sia che si perda. Se hai successo devi continuare ad averlo, se fallisci hai fatto male e devi assolutamente smettere. Le aspettative, personali e degli altri, sono in agguato; incarnate da chi osserva e giudica”. Ecco dunque i 10 promemoria che Osnaghi consiglia di ripetersi prima della performance, a Sanremo come in ufficio, per avere un effetto concreto e potente su ogni stress:

  1. Sono ciò che sono, non ciò che faccio: soprattutto non sono ciò che il mondo esterno mi dice che devo essere;
  2. Sono un soggetto e non un oggetto. L’impegno a fare del mio meglio e cercare la vittoria è un must, eppure più del mio meglio non posso fare;
  3. Le situazioni sono sempre sia bianche che nere con molte sfumature in mezzo: ricercare gli assoluti difficilmente corrisponde alla vita vera;
  4. Nella più grande gioia può esserci tristezza e viceversa: è nella natura dell’esistere;
  5. Le critiche e le lodi a volte sono affrettate e soggettive: dall’esterno il ‘fare’ di un altro sembra sempre più facile di quel che è. Ancora, suggerisce di pensare la master coach;
  6. Cosa posso perdonarmi oggi? Non posso essere perfetto e gli errori sono l’unico modo per apprendere: devo fare esperienza e rischiare l’errore, solo così posso sentirmi esperto;
  7. Avere paura o provare emozione è normale, le emozioni mi spronano a fare, senza non sono in grado di agire: do il benvenuto a me, così come sono, alle persone che ho di fronte, alla sfida che ho davanti;
  8. Il successo pesa quanto la sconfitta: il dovere di far bene è una voce che non si spegne mai nel nostro retro cranio. Specialmente in posizioni di responsabilità o di grande visibilità mediatica;
  9. Cosa mi sta mettendo in crisi? Nei momenti di critica cerca di fare qualcosa, anche piccolo, che ti aiuti ad uscire dai guai: qual è il primo passo da fare?
  10. Dopo ogni esperienza chiediti: cosa ho imparato che mi può essere utile per il futuro? Cosa voglio rifare di quello che ho fatto? Cosa voglio smettere di fare perché non serve?

Approfondisci l’argomento sulle altre testate

Focus Junior
Pagine Mediche Ariston
opinionista ariston
Famiglia Cristiana Ariston Osgnahi

Ne hanno parlato anche…