Come la risata aumenta il business

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Giornata mondiale della risata:
Tutti gli effetti positivi!

Per gli scienziati di tutto il mondo, ridere fa vivere meglio e rappresenta il modo più accessibile e meno costoso per il benessere, sia fisico che mentale.

Domenica 7 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Risata, ricorrenza nata come manifestazione a favore della pace nel 1998. L’iniziativa si deve al medico allopatico indiano Madan Kataria, fondatore non a caso dello “Yoga della Risata”. Con l’occasione uno studio condotto da Espresso Communication su oltre 70 testate internazionali cerca di focalizzare le motivazioni per cui la risata sia universalmente e scientificamente considerata una vera panacea per il benessere della mente e del corpo.

Mens sana in corpore sano

Ridere a crepapelle, ridere di gusto, con gli occhi e con il corpo, ridere tra sé e sé e ancora meglio ridere con gli altri, sguaiatamente, fragorosamente: in questo gesto pare che sia custodito il segreto (o quantomeno uno dei segreti) per una vita migliore. E se non c’è nulla da ridere? Ridere ugualmente, imparare a farlo, lasciarsi andare e sghignazzare anche senza motivo, anzi proprio nelle circostanze più difficili. Un po’ come ai tempi della scuola, quando a qualcuno partiva la risata scomposta ( e spesso non c’era nulla da ridere, anzi) che in un attimo contagiava tutta la fila (e dovevi costringerti a pensare a cose orrende per riuscire a spegnerla). E lo stesso Madan Pataria suggerisce di ispirarsi ai bambini, che spesso hanno da insegnarci:

«smettila di credere che ti serva una battuta comica per scatenare una risata. Osserva i bambini: loro ridono senza dover ricorrere ad alcuna abilità mentale»

Tanto, qualcosa di ironico c’è (quasi) sempre nella vita, basta scegliere la giusta prospettiva con cui guardare il mondo. Gli studi Secondo una ricerca della St. Edwards University di Austin del Texas, che ha coinvolto 2500 impiegati, l’81% si dichiara maggiormente produttivo se nell’ambiente lavorativo regna il buonumore. E del resto non stupisce questo dato, sperimentato spesso da ciascuno di noi che, se inserito in un ambiente positivo e sereno, si è accorto di amare di più il proprio lavoro e di rendere di più.

L’hanno capito molti imprenditori, Adriano Olivetti docet: se i dipendenti stanno bene la produttività ne guadagna.

Se poi addirittura ridono i risultati possono veramente stupire. Rilanciano i ricercatori della Mayo Foundation for Medical Educationand Research, dichiarando che ridere riduce in modo significativo gli ormoni dello stress: il cortisolo del 39%, l’epinefrina del 70% e la dopamina del 38%. Mentre a sentire i medici una risata migliora la circolazione del sangue, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, allena il cervello, contrasta ansia e depressione e fa bene al sistema immunitario.

Basti pensare che secondo un’indagine della californiana Loma Linda University, alla vista di un video comico le beta-endorfine, che alleviano la depressione, hanno una poderosa impennata del 27%. Ultimo, ma non per ultimo, ridere è una questione sociale. Secondo Robert R. Provine, neuro-scienziato e docente di psicologia alla University of Maryland, i benefici della risata si ripercuotono anche su chi sta attorno, sul luogo di lavoro come a casa.

La risata è contagiosa e si riverbera nell’ambiente circostante, emanando benessere e valori positivi.

Secondo la scienza è 30 volte più probabile iniziare a ridere in compagnia di altre persone, rispetto a quando si è soli. E a proposito della risata sociale uno studio dell’Università di Oxford sostiene che ridere per almeno 15 minuti in compagnia aumenti del 10% la soglia del dolore.

Personaggi famosi e pionieri della risata Il primo a comprendere l’importanza della risata fu Ippocrate, icona della scienza medica, che nei suoi trattati affermò che «Da un sorriso nasce sempre un altro sorriso».

Mentre Susumo Tonegawa, Premio Nobel per la Medicina nel 1987, dichiarò che «Chi è triste e depresso non riesce a tener lontane le malattie». E a questo proposito come non citare Hunter “Patch” Adams, fondatore nel ‘71 del Gesundheit Institute e della clownterapia, interpretato sul grande schermo da un leggendario Robin Williams. Per Patch Adams addirittura «la buona salute è questione di risate», tanto che ancora oggi nelle corsie degli ospedali si può inciampare in volontari con il naso rosso che cercano, spesso con successo e nelle occasioni più insolite, di strappare una risata terapeutica. Sul lavoro funziona bene «La risata é un toccasana, soprattutto negli ambienti lavorativi ad alto livello di stress – spiega Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia, che utilizza spesso questa modalità nei propri corsi dedicati ai leader per potenziare capacità di resilienza e velocità di risoluzione delle soglie critiche di stress – Superato il primo momento di imbarazzo nell’esperienza di una risata “intenzionale e decongestionante”, le persone si lasciano andare.

Il gesto del ridere dona una ventata di aria fresca al cervello e in un istante gli approcci tra colleghi cambiano e svanisce il pessimismo».

«Bisogna imparare a ridere superando la paura di sembrare strani e uscendo così dagli schemi di monotonia, aggressività o pessimismo, dalla propensione a incanalare dovere e responsabilità in un approccio severo e senza sorriso», spiega l’esperta, che consiglia di andare oltre, scegliendo di ridere, sempre, soprattutto nei momenti di maggiore stress, quando sembra impossibile e faticoso farlo: «Ridere per il solo gusto di ridere favorisce la capacità di trovare nuove idee per uscire dal ristagno dei comportamenti obbligati. Ridere non fa scomparire il problema; eppure permette alla persona di ritrovare uno stato emotivo da cui ricavare una rinnovata energia per agire».

Insomma, la risata è terapeutica, decongestionante, liberatoria, creativa, sana e tante altre cose. Non c’è un’unica modalità di ridere e ciascuno deve trovare il proprio stile e cercare le proprie motivazioni. Unica avvertenza: che sia vera risata, felice e gioiosa. La risata «cattivella» però fa male Non rientra nel novero delle risate positive ovviamente quella sarcastica, spesso amara e anche cattivella.

Lo ribadisce Scott Weems, neuro-scienziato e autore del libro «Ah! The science of when we laugh and why», ricordando che quel tipo di risata invece fa addirittura male, abbassa l’autostima, accresce l’ansia e la depressione. Insomma la risata celebrata oggi è quella solare, aperta, disinibente, buona e possibilmente in compagnia. Che bisogna coltivare e talvolta addirittura educare. Iniziando a ridere all’improvviso, dandosi di gomito con il collega, fidanzato/a, figlio/a, capo, amico/a. Come fanno i bambini. Funzionerà.

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Il potere della risata, aiuta anche a guarire la mente e il corpo

Usata da Ippocrate a Patch Adams, il 7 maggio giornata mondiale

”La salute si basa sulla felicità”: su questo assunto il celeberrimo medico statunitense e padre della clownterapia Patch Adams ha fondato il suo metodo terapeutico, una combinazione vincente di umorismo e divertimento quali ingredienti essenziali per la guarigione fisica e mentale del paziente. Ad oggi è convinzione comune degli esperti che la cosiddetta “Terapia del Sorriso” sia non solo in grado di aiutare i malati a vivere meglio la loro patologia, ma apporti anche notevoli benefici a livello di respirazione, ossigenazione, circolazione, nonché di riduzione dello stress e degli stati ansiogeni.
Per gli scienziati di tutto il mondo, ridere fa davvero vivere meglio e rappresenta la più semplice ed economica via per il benessere, sia fisico o mentale, nella vita come nel lavoro. Sono molteplici infatti i benefici sul corpo e sulla mente di una risata: migliora la circolazione del sangue, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, tiene il cervello allenato, contrasta ansia e depressione e contribuisce alla salute del sistema immunitario. Ma soprattutto, migliora il rapporto con gli altri e con se stessi, influenzando positivamente le relazioni a livello privato e, soprattutto, lavorativo.
Basti pensare che gli studiosi della St. Edwards University di Austin, in Texas, conducendo uno studio su 2500 impiegati, hanno scoperto che l’81% si dichiara maggiormente produttivo se inserito in un contesto lavorativo dove regna il buonumore. Uno studio della Mayo Foundation for Medical Education and Research, riportato da Huffington Post, ha rivelato che ridere riduce drasticamente gli ormoni dello stress: il cortisolo del 39%, l’epinefrina del 70% e la dopamina del 38%. Allo stesso modo un’indagine della Loma Linda University, in California, riportata da Nature, ha evidenziato come, alla vista di un video comico, le beta-endorfine, che alleviano la depressione, aumentino del 27%.
In occasione della Giornata Mondiale della Risata del 7 maggio 2017, lo psicologo e psicoterapeuta Stefano Lagona, responsabile scientifico del corso di Formazione a Distanza di Educazione Continua in Medicina, in partnership con Consulcesi Club, ha realizzato il corso “La terapia del sorriso: efficacia ed applicazione nei contesti di cura”. Sono molti i benefici: la risata riduce lo stress, aiuta sul lavoro favorendo la relazione con i colleghi, il lavoro di gruppo, la leadership e le capacità di problem solving, rafforza le relazioni interpersonali ma stimola anche il sistema immunitario: numerosi studi hanno dimostrato che le emozioni positive favoriscono la produzione di una cascata di reazioni tale da attivare il sistema immunitario ed in particolare i linfociti killer. Inoltre fa rilasciare endorfine, gli “ormoni della felicità”.
Lo studio dell’importanza dell’umorismo e della risata sulla salute ha origini lontane, infatti già Ippocrate sosteneva: «Il buonumore equivale a un elisir di lunga vita»; comunque, la paternità della terapia del sorriso viene attribuita al giornalista scientifico Norman Cousin, il quale sperimentò su di sé gli effetti terapeutici della risata e il loro potenziale nel favorire il decorso della malattia. Questo approccio riunisce tecniche e metodologie diverse: dalla più famosa clownterapia, passando per lo yoga della risata, la visione di filmati e spettacoli fino alla partecipazione attiva alla comicità. La terapia del sorriso trova il suo luogo naturale nei reparti pediatrici ma non è destinata solo ai bambini: gli stessi clown-dottori sono frequenti anche in oncologia e geriatria nonché nelle scuole, nelle missioni umanitarie e nelle carceri.
“È un toccasana, soprattutto negli ambienti lavorativi ad alto livello di stress – spiega Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia, che utilizza spesso questa modalità nei propri corsi dedicati ai Leader per potenziare capacità di resilienza e velocità di risoluzione delle soglie critiche di stress – Superato il primo momento di imbarazzo nell’esperienza di una risata ‘intenzionale e decongestionante’, le persone si lasciano andare. Il ‘gesto’ del ridere dona una ventata di aria fresca al cervello e in un istante gli approcci tra colleghi cambiano e svanisce il pessimismo. Si mette in atto un processo che impatta sulle funzioni ormonali: il corpo agisce sulla mente attraverso una nuova attitudine comportamentale. Ridere, anche senza motivo, è parte integrante dei corsi di destressamento: bisogna imparare a ridere superando la paura di sembrare strani e uscendo così dagli schemi di monotonia, aggressività o pessimismo, dalla propensione a incanalare dovere e responsabilità in un approccio severo e senza sorriso. Ridere in libertà è un vero toccasana, per il corpo e per l’umore. Il mio consiglio è di scegliere di ridere, sempre, soprattutto nei momenti di maggiore stress, quando sembra impossibile e faticoso farlo. Anche sul luogo di lavoro. L’abitudine alla risata renderà tutto più semplice: ridere per il solo gusto di ridere favorisce la capacità di trovare nuove idee per uscire dal ristagno dei comportamenti obbligati. Ridere non fa scomparire il problema; eppure permette alla persona di ritrovare uno stato emotivo da cui ricavare una rinnovata energia per agire”.

Fonte: Ansa

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