Cambiamento e Coaching: dalla prospettiva di un Manager Coach

“In quanto esseri umani, la nostra grandezza non sta nell’essere capaci di rifare il mondo, ma nel rifare noi stessi” (Gandhi)

Ogni essere umano possiede grandi potenzialità e spesso diversi fattori, esterni ed interni, limitano ed impediscono di raggiungere gli obiettivi prefissati, oppure di affrontare le situazioni difficili. Quando il cambiamento è inevitabile, la crescita personale è un’opportunità, una scelta per influenzare gli eventi. Non penso esista crescita personale senza cambiamento; uno dei processi più impegnativi, per cui nessuno ci ha mai dotato di un manuale per le istruzioni di vita.

Denis Waitley disse “abbiamo sempre due scelte nella vita: accettarla così com’è o accettare la responsabilità del cambiamento”.

Introduce così il concetto di “responsabilità” che tutti noi Coach sappiamo avere una doppia valenza: responsabilità del Cliente a raggiungere gli obiettivi che si prefigge, e responsabilità del Coach ad utilizzare il metodo in maniera etica. E, naturalmente, mi evoca la parola ‘managerialità’ e l’importanza per un manager di gestire il proprio ruolo con competenza, verso il ‘cambiamento’ in positivo di prestazioni, responsabilità, aumento delle competenze e Job Retention.

Nella mia esperienza di guida aziendale sperimento ogni giorno l’essere coach. Con quali risultati?’ Sicuramente una domanda che stuzzica molti e che pone domande di comportamento; ed un impegno che richiede tempo ed attenzione. E quindi, ‘quale è un buon motivo per iniziare e perseguire questo cammino?’ La mia esperienza personale è di risultati efficaci; ho imparato che posso liberare il potenziale dei miei collaboratori, piuttosto che semplicemente impartire insegnamenti; posso affiancare le persone nella loro crescita professionale ma anche personale. E posso, di conseguenza, essere più libera e supportata dai miei stessi collaboratori. Sempre più autonomi e proattivi, nel rispetto delle linee guida ed obiettivi aziendali e di area.

Lo facevo anche prima, eppure oggi è più efficace. Dopo aver potenziato le mie competenze posso agire con metodo, consapevolezza e competenza. Le persone del Team si sentono molto più supportate e imparano come accompagnare a loro volta cambiamento e sfida personale con coraggio e impegno. Oggi, nonostante i grandi cambiamenti che stanno avvenendo in azienda, il mio obiettivo è rimanere focalizzata anche sul fattore umano, fidelizzando il patrimonio rappresentato dai collaboratori migliori: aiutandoli a sviluppare le loro capacità; permettendo loro di utilizzare al meglio le proprie potenzialità e i propri talenti. Il Coaching è uno strumento che ha arricchito utilmente il patrimonio dei miei skills e competenze.

Attraverso un lavoro quotidiano con le mie persone supporto ottime performance, job retention e attenzione umana e, non ultima, la responsabilità personale verso compito, cose e persone. Nel mio ruolo di Manager/Coach promuovo il feedback a favore della consapevolezza di punti di forza e di aree di sviluppo e una maggior propensione all’azione; soprattutto un clima lavorativo positivo e costruttivo, oltre alla motivazione dei singoli collaboratori e team di lavoro. Sviluppando me stessa ogni giorno, sviluppo il gruppo in una sinergia di successo. Nello stesso tempo, cerco di gestire la mia vita in modo differente, e di trasferire anche ai miei collaboratori la possibilità di adottare una nuova prospettiva Che permetta loro di aprire la mente a nuove realtà e a “rimanere in piedi” anche quando ci sono ostacoli lungo la strada.

Come Coach e come Manager, intendo essere parte del cambiamento che desidero nel mondo; il Coaching mi ha permesso di “vedere” le mie qualità e i miei talenti piuttosto che i miei errori così com’ero abituata a fare; sono “cresciuta” e ho scoperto nuove strategie che prima non applicavo, perché prevaleva il giudizio piuttosto che quello che volevo veramente; il percorso di Coaching mi ha richiesto impegno, costanza e determinazione nel voler raggiungere il mio obiettivo, e mi ha regalato l’apprendimento di non vivere più nel passato e lasciar andare ciò che non mi serviva più.

Il bello è che si fa tutto da soli, spinti dalle domande e dai potenti feedback di supporto; a volte erano feedback “pesanti” a volte ‘leggeri’; sempre sono stati lo specchio di ciò che è. Attraverso l’apprendimento di nuove modalità e strategie efficaci, si diventa in grado di compiere azioni che hanno portato significativi cambiamenti nella direzione che volevo. Avendo poi un effetto concreto su situazioni, cose e persone.

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Giulia Astrella, dopo essersi occupata di Management nel settore della moda per 12 anni e nel settore della ricerca clinica in Novartis per 18 anni, ha deciso di seguire la sua passione e diventare Professional Coach.

Attraverso il Coaching sviluppa le persone, i gruppi e le organizzazioni all’individuazione e all’utilizzo delle potenzialità per il raggiungimento di obiettivi di cambiamento e crescita.

Il comune denominatore della sua esperienza manageriale acquisita in 12 anni nella Moda e 18 nel Farmaceutico è quello di portare i Team all’eccellenza.