La foresta delle illusioni

Un libro che non è nato per il coaching e può essere usato nel coaching

La foresta delle illusioni è un libro che sta suscitando curiosità e interesse tra gli addetti ai lavori e non. Si presenta come una “favola scritta per i grandi”, così lo definisce l’autrice Alessandra Marconato, che ha frequentato la Professional Coaching School di Marina Osnaghi nel 2011 e in cui ha conosciuto Paolo Marinovich, autore della Prefazione del libro.

La foresta delle Illusioni , infatti, inizia con “C’era una volta, in un tempo e in un regno assai lontani, un Cavaliere …” e continua portando il lettore in un viaggio attraverso la Foresta, che non è altro che una metafora della vita (o parte di essa).

Il libro è un suggestivo percorso di crescita personale, in cui gli elementi magici si intrecciano alla ricerca di una identità personale e alla conquista del proprio personale Regno. “Sappiamo che ogni essere umano ha davanti a sé un simile percorso, una foresta nella quale è indispensabile addentrarsi per conoscerne i segreti. Tra questi, quello più sorprendente è spesso il proprio patrimonio di risorse: visione, coraggio, saggezza, determinazione, leadership.

Solo districandosi nella foresta si può capire che c’è il momento della solitudine e della responsabilità, così come il momento della condivisione e della corresponsabilità; solo così si arriva alla consapevolezza che il benessere individuale non può prescindere dal benessere collettivo e, infine, che in questo sta il senso ultimo del vivere sociale”[1]

I coach e i formatori che leggono il libro ne vedono uno strumento utile da proporre nei percorsi di coaching, in particolare quelli di team e group coaching, e nelle attività formative dove si vuole attivare la riflessione dei partecipanti anche attraverso le tecniche narrative e, magari, di scrittura autobiografica.

E poi ci sono i non addetti ai lavori: persone che leggono il libro “tutto d’un fiato” o che “si fermano ad ogni frase per pensare a tutti i possibili significati”. Persone che hanno la necessità di leggere qualcosa che apra uno spazio di coscienza libero, in cui individuare nel testo ciò che gli occorre in quel momento. Persone che leggono il libro una seconda volta per ricercare significati e spunti, che pensano di non avere colto.

L’autrice racconta che la cosa che più la colpisce è che La foresta delle illusioni “é un libro che passa di mano”, nel senso che viene regalato o prestato ad amici e conoscenti perché sia letto. E poi arrivano “recensioni” dei lettori e opinioni molto dettagliate: “in questa parte ho visto questo …”, “mi ha ricordato alcune situazioni della vita in cui …”, “questa metafora mi ha particolarmente colpito …”.

Forse tutto ciò nasce dal fatto che il libro racconta quello che Alessandra ha vissuto e sentito dire dalle persone che ha incontrato negli anni di attività come formatore e coach. E’ una “favola scritta per i grandi” che racconta le cose “dei grandi”, quelle cose che sono dette, a volte, a mezza voce. Non è finzione, bensì la vita vissuta in tutta la forza e in tutta la sua debolezza. Una storia in cui gli adulti entrano perché c’è la magia e la leggerezza della favola e allo stesso tempo tutta la potenza che l’immaginazione può sviluppare in un essere umano adulto, che ha voglia di conoscere sé, crescere e combattere, se ce n’è il bisogno, i propri demoni.

 

[1] Dalla Prefazione di Paolo Marinovich

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Alessandra Marconato

Dal 2002 si occupa di formazione in diversi contesti e realtà aziendali. Appassionata di metodologie formative esperienziali e di coaching e delle loro possibili applicazioni in vari campi.

Racconta di sé: Tre aforismi mi sono cari e mi fanno da guida: “fai il meglio che puoi con ciò che hai”, “nella vita non si torna indietro neanche per prendere la rincorsa” e “l”incapacità di agire mi irrita. Non riesco a sopportarla” (quest’ultima espressione è di Daniel Ofman).